L’osservazione del movimento in danzaterapia


a cura di Siria Donata Zocca, tratto dal testo in lavorazione “Storie in Movimento. Danzaterapia clinica coi bambini”

“I conflitti sono radicati nel corpo e richiedono un’attenzione specifica proprio nel corpo . La forma piu’ importante di apprendimento e’ esperienziale, pratica e attiva” (W.Reich)

Tutti i movimenti di adulti e bambini possono essere osservati e analizzati attraverso la metodologia di codificazione e sistematizzazione dell’osservazione del movimento di Rudolf Laban; essa e’ basata sulla comprensione del corpo in movimento leggendo le azioni nel loro svolgersi nel corpo vivo con l’intento di cogliere i tratti costitutivi e il meccanismo che lega la forma alle sue proprie leggi naturali cosi’ come alle spinte interiori, alle pulsioni e ai significati interni.

Laban (1879-1958) ungherese di origine, e’ stato pittore, musicista, poeta e coreografo partecipando alla ricerca del movimento come espressione dell’anima nel contesto cuturale e spirituale del Monte Verita’; ha liberato il corpo nella danza libera e ne pratico’ la forma acoltandone le leggi, le armonie e le disarmonie, le sfumature dinamiche, le ripetizioni, le inversioni, i tempi, l’organizzazione spaziale in connessione con l’architettura e creo’ un sistema di codificazione, scrittura e lettura del movimento, la Labanotation, utilissimo strumento per coreografi e danzatori ma soprattutto per noi danzaterapeuti a cui insegna a leggere il movimento come si legge una musica. La metodologia da lui ideata di codificazione e sistematizzazione dell’osservazione del movimento, e’ basata sulla comprensione del corpo in movimento e si rivela un metodo rivoluzionario nella lettura del movimento corporeo in quanto legge le azioni nel suo svolgersi nel corpo vivo danzante. L’intento di Laban e’ stato quello di cogliere nell’atto motorio, i tratti costituitivi ed il meccanismo che lega la forma del movimento alle sue proprie leggi naturali cosi’ come alle spinte interiori, alle pulsioni e ai significati interni. Il suo meccanismo grafico di notazione del movimento costruito in un sistema chiamato LMA (Laban Movement Analisys), e’ un metodo utilizzato nel mondo per la descrizione degli atti motori in cui, attraverso simboli specifici,  arricchisce in modo caratteristico il lingaggio usato per la descrizione del movimento e delle sue qualita’.

Visse negli anni della nascita della psicoterapia, tempi di Sigmund Freud (1856-1939) e Carl Gustav Jung (1875-1961), Jaques Dalcroze (1865-1950) e Isadora Duncan (1878-1927) dove se ne intrecciano i legami: la danza per Laban, risponde ad un bisogno dell’uomo di dare forma a tensioni e spinte psichiche, relazionali, spirituali, come in un’ “immaginazione attiva” (Jung) in movimento dove con la danza si possa indagare ed esplorare l’inconscio. Tempi anche delle ricerche sull’organizzazione e funzione delle possibilita’ del corpo umano di Moshe Feldenkrais (1904-1984) e Wilhem Reich (1897-1957) che hanno aperto la strada alla ricerca sulle connessioni ambiente/corpo/postura.

Nell’evoluzione del pensiero e della ricerca, vediamo come la Laban Movement Analisys si sia sviluppata ispirando psichiatri e psicanalisti americani che hanno creato, Judith Kestenberg in primis (1910-1991, medica psichiatra che si occupa dell’evoluzione dell’infanzia), un sistema piu’ ampio di notazione, analisi e valutazione del movimentoavvalendosi delle categorie studiate da Laban. Nel Kestenberg Movement Profile (KMP) vengono sviluppate le categorie gia’ osservate da Laban. Tali categorie  forniscono la possibilita’ di cogliere l’esprimersi di elementi psichici, biologici, emotivi delle persone, utili nel lavoro clinico e nella valutazione indicando le aree in cui intervenire, gli aspetti fragili da rafforzare e le risorse da sostenere.

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