Aiutare se stessi e gli altri in tempo di crisi: attualità della formazione in Counseling per gli operatori socio-sanitari


di Elisabetta Cofrancesco medico, psicoterapeuta, formatore.

Abstract presentato al VII Convegno Nazionale SISS, Società Italiana Sociologia della Salute, dal titolo “Anziani, fragilità e disturbi cognitivi. Quali frontiere per l’assistenza socio-sanitaria?”, Milano, Università degli Studi, 16-17 giugno 2017.

Background: Il Counseling è un processo relazionale in cui le persone in difficoltà sono aiutate a prendere decisioni, a risolvere problemi personali, famigliari, di salute e/o di lavoro. Dal punto di vista sanitario e assistenziale, l’intervento di Counseling può essere di sostegno emozionale e contenimento del dolore, ma è soprattutto lo strumento principe perché vengano attivate le strategie personali di coping, cioè gli adattamenti che consentano di affrontare al meglio la situazione di disagio esistenziale, sviluppando motivazioni e risorse interiori, fiducia nelle possibilità di trasformazione e autonomia nelle scelte (empowerment).

Motivazione: Per quanto riguarda gli operatori socio-sanitari, è noto che la formazione universitaria e post-universitaria, orientata prevalentemente alla biomedicina e alla tecnologia, è carente dal punto di vista della relazione e della crescita personale. Nell’ottica di “incrementare i valori di efficacia delle cure”, si tratta, pertanto, di offrire agli operatori una formazione orientata all’acquisizione delle competenze relazionali e di comunicazione per la presa in carico socio-psico-assistenziale dell’anziano fragile e della sua famiglia: in questo il Counseling è strumento completo ed elettivo.

Metodologia: Il modello di Counseling centrato sulla persona e Integrato con Tecniche Corpo-Mente (CoMeTE) si articola in due momenti fondamentali:

– Acquisizione delle competenze relazionali e comunicative del Counseling centrato sulla persona secondo C.Rogers, basate su ascolto empatico, presenza autentica e capacità di creare un ‘clima facilitante’, ovvero accogliente e rispettoso, con i malati e la famiglia e con l’equipe di lavoro;

– Lavoro su di sé e di crescita personale, attuato con metodologie di tipo esperienziale a mediazione corporea, improntate alla auto-osservazione e finalizzate al ‘saper essere’. Particolare attenzione viene data al riconoscimento dei propri bisogni e alla gestione delle proprie e altrui emozioni, al rafforzamento delle capacità di resilienza, alla prevenzione e cura dello stress emozionale e del burnout.

Implementazione: La Scuola di Counseling Integrato CoMeTE, attiva sul territorio milanese da oltre 10 anni (http://www.associazioneref.org/), offre due modalità di formazione: 1. un percorso triennale professionalizzante di 700 ore (riconosciuto da AssoCounseling );  2. un percorso più agile, annuale, di 154 ore per acquisire le competenze di Counseling (“Competenze in Counseling Socio-Sanitario e della Salute”), destinato anche a caregiver formali e volontari.